Serve aiuto?
20Feb

Siete in procinto di acquistare un monopattino elettrico ma avete ancora qualche piccolo dubbio al riguardo?

Siete esattamente nel posto giusto. In questo articolo vi illustreremo nei dettagli che cos’è e come funziona un monopattino elettrico, i pro e i contro di questo ecologico veicolo e tutto quello che c’è da sapere sul suo utilizzo.

Il monopattino elettrico è un veicolo innovativo costituito da una pedana su cui stare in piedi, un motore elettrico azionato da una batteria ricaricabile e un manubrio su sui con presenti tutti i comandi principali.

Si tratta della moderna evoluzione del monopattino classico per bambini: non appena ci si accorse che questo “divertente giocattolo” poteva essere usato per coprire piccole e medie distanze in modo pratico e celere, venne ideata una versione del monopattino per adulti.

Ma come funziona?

COME FUNZIONA UN MONOPATTINO ELETTRICO

Il loro funzionamento è piuttosto semplice ed intuitivo: si mettono in moto attraverso il “movimento assistito” ossia quando si integra la spinta meccanica della persona alla guida del veicolo con l’ausilio del motore elettrico.

Avviarlo è un gioco da ragazzi: basta accendere il pulsante di accensione e dare qualche spinta con il piede per attivare il motore elettrico. A questo punto basta accelerare con l’apposita leva presente sul manubrio per far sì che il monopattino prosegua autonomamente senza ulteriore bisogno di altre accelerazioni meccaniche.

Una volta messo in moto questo veicolo può essere facilmente manovrato dal manubrio grazie al quale è possibile definire la direzione e gestire una serie di comandi.

Per frenare invece bisogna innanzitutto lasciare l’acceleratore e poi premere con un piede sul freno che solitamente è posizionato sulla ruota posteriore. In alcuni modelli esiste anche l’opzione di poter frenare utilizzando un’altra levetta generalmente posta sul lato sinistro del manubrio. 

FUNZIONI INTERESSANTI

Alcuni modelli possono delle varianti sia sul sistema si accensione e anche sulle impostazioni d’utilizzo e velocità. Vediamo insieme le funzioni più interessanti:

  • Sistema ABS sulla ruota frontale: un sistema di sicurezza che riduce eventuali ribaltamenti. Esso si attiva quando ci si trova su terreno dissestato e non perfettamente asfaltato oppure in seguito ad una frenata improvvisa. In modo intuitivo, la ruota anteriore si blocca in automatico.
  • Indicatori Led di livello della batteria: si tratta di una serie di “lucine” che indicano il livello di batteria attuale del monopattino. Generalmente questi LED sono posizionati sul manubrio oppure al di sotto di esso.
  • Sistema di Cruise Control: funzione intelligente soprattutto quando si intende effettuare un viaggio un po’ più lungo. Questa modalità consente di stabilire una determinata velocità che viene mantenuta costante lungo l’intero tragitto.

PRO E CONTRO

I vantaggi dell’acquisto di un monopattino elettrico sono molteplici e questo lo conferma il notevole successo che stanno riscuotendo nel trasporto urbano.

Attualmente viene utilizzato sia per motivi di lavoro (vigilanti e forze dell’ordine), sia per gli brevi spostamenti casa-lavoro/casa-università ma anche dai ragazzi per piacevoli passeggiate da soli o in compagnia. Tra i vantaggi abbiamo che essi sono:

  • Mezzi di trasporto veloci e pratici: aiutano a ridurre i tempi di percorrenza, visto che consentono di evitare il traffico cittadino e di percorrere strade spesso non percorribili con altri mezzi. Inoltre sono davvero comodi da parcheggiare.
  • Ecologici: sfruttano la corrente elettrica per azionarsi e di conseguenza non emettono alcun fumo di scarico, riducendo notevolmente l’inquinamento atmosferico.
  • Economici: se riflettete l’energia elettrica ha un costo inferiore alla benzina e agli altri carburanti per cui dopo il piccolo investimento iniziale per l’acquisto vi aiuteranno a ridurre le spese.

L’unica nota dolente su questi veicoli elettrici riguarda la sicurezza: in molte città italiane non esistono ancora delle vere e proprie reti di piste ciclabili adeguate e spesso le strade non sono perfettamente asfaltate.  Motivo per cui è preferibile esercitarsi prima in una zona privata al riparo dal traffico e poi circolare liberamente su strada.

Anche se è molto sicuro, il monopattino può nascondere qualche insidia nel suo utilizzo: bisogna stare attenti nel compiere manovre imprudenti, ed evitare frenate azzardate, soprattutto sui terreni sdrucciolevoli per evitare cadute accidentali.

Bisogna acquisire la consapevolezza che non si tratta di un giocattolo: è opportuno l’utilizzo delle luci, l’uso del casco (sebbene non sia obbligatorio secondo la legge) e soprattutto è fondamentale avere la massima concentrazione (gli occhi devono essere concentrati sulla strada o non sullo smartphone).

NORME DI UTILIZZO

Chi decide di acquistare un monopattino elettrico deve assolutamente conoscere le normative sul suo utilizzo.

Attualmente in Italia la loro libera circolazione è consentita soltanto nelle zone pedonali (non superando il limite di velocità di 6 km/h) e su piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali, con limite di velocità a 20 km/h.

E’ assolutamente vietato guidarli su autostrade, superstrade, marciapiedi,in vie pavimentate in pietra di fiume, corsie preferenziali vicine ai binari del tram, parcheggi a fondo cieco e gallerie pedonali.

Tali veicoli devono essere avere un motore elettrico con potenza massima di 500W, un segnalatore acustico, un regolatore di velocità e luci anteriori e posteriori (quelli non dotati di luci non possono circolare dopo il tramonto, all’alba e in condizioni di scarsa visibilità).

I monopattini elettrici non possono essere usati in condizioni meteo avverse come pioggia o neve, devono essere parcheggiati nelle aree destinate alle biciclette e ai motoveicoli, senza interferire con auto e pedoni.

Ricordate inoltre che non possono essere guidati dai bambini ma soltanto da persone maggiorenni, oppure da minorenni con patente AM per i ciclomotori.

Infine dovete sapere che ogni monopattino elettrico deve possedere la certificazione con marchio Ce, che garantisce il rispetto di tutte le norme di sicurezza e qualità in fase di costruzione del mezzo.

SERVIZIO DI SHARING

In moltissime città stanno andando molto di moda i servizi di “sharing” dei monopattini elettrici con ritiro e riconsegna in postazioni comode per l’utente, e non fisse.

Grazie ad una apposita app e al GPS, gli utenti riescono a localizzare il monopattino elettrico più vicino da noleggiare: basta scansionare il relativo QR code presente sul manubrio per sbloccarlo e partire. Alla fine della corsa il pagamento avviene automaticamente, attraverso l’app che è collegata alla carta di credito dell’utente.

Eco Motori: mobilità elettrica a due ruote a Foligno

13Feb

Avete deciso di acquistare una fat bike e desiderate qualche informazione in più per orientarvi meglio nella vostra scelta? Questo articolo fa proprio al caso vostro.

Le fat bike rappresentano l’evoluzione delle classiche mountain bike, in grado di affrontare percorsi accidentati e terreni particolarmente angusti con neve, sabbia, fango o ghiaia in modo impeccabile.

Il termine “fat” fa riferimento alle sue ruote con pneumatici e cerchi molto ampi, definite “grosse”,in grado di garantire una maggiore aderenza con il terreno di percorrenza e una maggior libertà di movimento.

Di seguito vi daremo alcune pratiche dritte su come scegliere una fat bike adatta alle vostre esigenze.

DIFFERENZE CON LA MBT

Esteticamente le fat bike sembrano identiche alle mtb ma in realtà essendo state progettate con ruote nettamente più grandi, presentano alcune importanti differenze.

Chiaramente per ospitare ruote di tali dimensioni è necessario avere cerchi specifici (da 44 a 100mm di canal), la cui peculiarità è la presenza di forature nella parte centrale. Tali forature che funzione hanno? Oltre ad alleggerire il peso sui cerchi, consentono di aumentare la deformazione della gomma quando si incontrano eventuali ostacoli.

Per poter alloggiare le voluminose gomme, il telaio deve avere un passaggio ruota particolarmente generoso e dunque anche la battuta standard del mozzo deve essere più larga. Anche gli steli della forcella inferiore devono essere molto più distanti tra loro e lasciare lo spazio necessario alle gomme.

Per quanto riguarda il resto dei componenti, le differenze tra una fat bike ed una bici tradizionale sono praticamente nulle.

SCELTA DELLA DIMENSIONE

Un criterio che deve essere preso in considerazione non soltanto nella scelta di una fat bike ma per qualsiasi tipologia di biciletta. E’ fondamentale che la dimensione sia adeguata alla vostra statura.

Pedalare usando un modello oversize o troppo piccolo è controproducente: tecnicamente è fattibile ma lo sforzo è nettamente maggiore e il comfort alla guida è ridotto.

Per questo motivo è opportuno prendere le vostre misure antropometriche e confrontarle attentamente con le indicazioni fornite dalla casa produttrice della fat bike che avete intenzione di acquistare per capire qual è la dimensione adatta alle vostre richieste e dunque alla vostra corporatura.

KIT TELAIO O BICI COMPLETA?

Questa scelta è decisamente personale. Sicuramente una fat bike completa è molto più conveniente rispetto all’acquisto di un kit telaio da montare con componenti nuovi, ma nel caso possediate qualche componente da “riciclare” oppure se desiderata personalizzarla completamente la scelta non é più tanto ovvia.

PRESSIONE GOMME FAT BIKE

Che tipo di pressione devono avere le gomme di una fat bike?

La pressione è un parametro che va valutato accuratamente in base alla tipologia di terreno da affrontare. Se da una parte la pressione alta garantisce più scorrevolezza e quindi enormi vantaggi su salite asfaltate o in generale su strade compatte, dall’altro lato genera un rimbalzo maggiore che fa diminuire il controllo sui sentieri irregolari. Su strade difficili, ricche di dislivelli, è preferibile optare per una pressione bassa.

Ricapitolando se intendete utilizzarla off road le gomme devono necessariamente stare ad una pressione bassa mentre se intendete usare la fat bike come bici da città, è preferibile che la pressione sia più alta.

MATERIALE TELAIO

Una delle domande più frequenti prima dell’acquisto di questo modello è: qual è il materiale migliore?

Per la produzione delle fat bike vengono usati materiali quali acciaio, alluminio e fibra di carbonio. I diversi telai vengono realizzati intorno a delle forcelle rigide o ammortizzate.

La forcella di una fat bike è un elemento fondamentale visto che ricopre un ruolo determinante sulla sospensione del mezzo e quindi sulla sua capacità di attutire scossoni e dislivelli del terreno.

Vediamo insieme nel dettaglio i materiali:

  • Acciaio: il materiale più utilizzato da sempre. Ancora oggi ha qualità insuperabili: facilità di lavorazione e saldatura, grande robustezza e durata, bassi costi di produzione e soprattutto possibilità di avere biciclette perfettamente su misura, grazie a tubi che si possono assemblare con la massima precisione. L’unico limite è il peso.
  • Alluminio: senza dubbioè un materiale molto più leggero rispetto all’acciaio. Negli ultimi anni ha riscosso un notevole successo grazie all’eccellente rapporto qualità/prezzo e alla sua leggerezza. L’unico difetto è che tende ad essere piuttosto rigido e poco resistente al deterioramento.
  • Fibra di carbonio: materialeleggero e notevolmente resistente.Un telaio in carbonio ha costi leggermente maggiori.

TIPOLOGIE FAT BIKE

In commercio troverete diverse tipologie di fat bike: le classiche ammortizzate, le bi-ammortizzate (sia anteriormente che posteriormente) e quelle a pedalata assistita.

La Fat bike elettrica che sta riscuotendo un notevole successo sul mercato, si distingue dal modello classico perché presenta quattro componenti principali: motore elettrico, batteria, display e sensore di pedalata.

LE MARCHE PIU’ FAMOSE

Se non sapete orientarvi sulla scelta vi indichiamo quali sono le marche celebri nella produzione di Fat Bike: Surly, Salsa, Rocky Mountain, Canyon, le europee On-One e Sandman e 907 e Fatback, provenienti dall’Alaska.

Stabilire qual è la marca migliore tra quelle sopra elencate non è possibile. Ogni produttore di fatbike offre modelli che si distinguono per diverse caratteristiche e ovviamente per varie fasce di prezzo in base al proprio budget.

PERCHE’ SCEGLIERE UNA FAT BIKE?

Quali sono i vantaggi di possedere una fat bike? Perché dovreste acquistarne una?

Eccovi tre validi motivi per cui vale la pena acquistare questa biciletta:

  • Perfetta per gli sport estremi: se siete ciclisti perennemente alla ricerca di avventure, escursioni in montagna e se amate pedalare su percorsi complicati, è il modello perfetto per voi.
  • Guida sicura e confortevole: queste bike sono perfette anche da utilizzare in città. Potete pedalare in totale tranquillità, senza preoccuparvi troppo di dislivelli, asfalto bagnato, buche o eventuali ostacoli.
  • Divertimento assicurato: grazie a queste bike potete decidere di percorrere anche itinerari “non classici” e “strade particolari” e ciò inevitabilmente renderà la guida più divertente e stimolante.

Eco Motori: mobilità elettrica a due ruote a Foligno

10Feb


Se state leggendo questo articolo, avete sicuramente acquistato (o state per acquistare) un monopattino elettrico e vi state chiedendo: come si guida? posso usarlo ovunque? esistono delle norme da seguire?

In questa pratica guida vi daremo tutte le informazioni necessarie su questi veicoli e alcuni pratici accorgimenti su come si guida un monopattino elettrico.

Questo ecologico veicolo a 2/3 ruote è costituito da una pedana sa cui stare in piedi, un motore elettrico alimentato da una batteria ricaricabile e ovviamente un manubrio su cui sono presenti i comandi e tutte le informazioni importanti quali autonomia e velocità.

Normalmente questi veicoli non hanno una sella e si è quindi obbligati a stare in piedi durante la guida ma per i più pigri esistono in commercio modelli con il sellino che rendono questo mezzo di trasporto più simile a un motorino elettrico, sebbene ad un costo maggiore.

Nonostante siano mezzi piuttosto evoluti dal punto di vista tecnico, restano comunque dei prodotti leggeri, che possono essere trasportati in modo agevole anche in bus, in metro e in treno per poi utilizzarli appena scesi da questi mezzi di trasporto.

Questi veicoli elettrici stano riscuotendo un notevole successo nel trasporto urbano per molteplici motivi:

  • Velocità: riducono i tempi di viaggio (soprattutto per le brevi distanze). Usare un monopattino vi consentirà di evitare il traffico e di poter sfruttare strade spesso non percorribili delle vetture.
  • Versatilità: possono essere usati ovunque.
  • Non inquinano: sono mezzi di trasporto ecologici dal momento che sfruttano semplicemente l’elettricità. Non emettono fumi di scarico andando a ridurre l’inquinamento atmosferico (possono circolare anche quando c’è il blocco del traffico nella città).
  • Pratico ed economico: una ricarica completa non richiede molto tempo e può essere eseguita in totale comodità a casa, così come in altri luoghi. L’energia elettrica inoltre ha un costo nettamente inferiore alla benzina e agli altri carburanti.

Ma come bisogna guidarli?

COME SI GUIDA IL MONOPATTINO ELETTRICO

Guidare questa tipologia di veicolo è piuttosto semplice: dopo aver premuto il tasto di accensione per metterlo in moto bastano un paio di spinte con il piede per attivare il motore elettrico. Si parla dunque di movimento assistito poiché il monopattino integra la vostra spinta meccanica con l’azione elettrica del proprio motore per mettersi in moto.

Contemporaneamente bisogna accelerare con l’apposita leva posizionata sul manubrio e il gioco è fatto: in questo modo il monopattino elettrico prosegue il viaggio in modo autonomo e senza ulteriore bisogno di altre accelerazioni meccaniche.

E’ fondamentale il controllo del manubrio, non solo per definire la direzione del mezzo, ma anche per regolare i principali comandi tra cui acceleratore, freno, limitatore di velocità e accensione dei fari.

NORME DI UTILIZZO E DI COMPORTAMENTO

In Italia le normative attuali richiedono la libera circolazione dei monopattini elettrici soltanto nelle zone pedonali (non superando il limite di velocità di 6 km/h), e su piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali, con limite di velocità a 20 km/h.

E’ assolutamente vietato usarli su autostrade, strade a scorrimento veloce, superstrade e marciapiedi.

Tali veicoli devono essere dotati di un motore elettrico con potenza massima non superiore a 500W, di un segnalatore acustico, di un regolatore di velocità e di luci anteriori e posteriori (quelli sprovvisti di luci non possono circolare dopo il tramonto, all’alba e in condizioni di scarsa visibilità). Nelle ore notturne i conducenti devono necessariamente indossare giubbotti o bretelle catarifrangenti.

Il monopattino elettrico non può essere usato in condizioni meteo avverse come pioggia o neve.

Ogni veicolo in circolazione dovrà possedere la certificazione con marchio Ce, che garantisce il rispetto di tutte le norme di sicurezza e qualità in fase di costruzione del mezzo.

I monopattini elettrici non possono essere guidati dai bambini ma soltanto da persone maggiorenni, oppure da minorenni con patente AM per i ciclomotori.

Non è consentito il traino o trasporto di passeggeri o merci.

Essi devono essere parcheggiati nelle aree e gli stalli destinati alle biciclette e motoveicoli, senza interferire con auto e pedoni.

Infine sebbene non sia obbligatorio per legge, vi consigliamo di indossare sempre il casco: anche se siete sicuri delle vostre abilità e credete che sia un accessorio superfluo, il casco deve essere sempre indossato quando si decide di guidare un monopattino perché è una protezione indispensabile per la vostra sicurezza in caso di urti o cadute accidentali.

QUATTRO UTILI CONSIGLI PER GUIDARE UN MONOPATTINO ELETTRICO

  1. Esercitarsi in un’area privata: prima di guidare il vostro monopattino in strada vi consigliamo di esercitarvi in una zona privata al riparo dal traffico.  Soltanto dopo che avrete raggiunto un po’ di dimestichezza con questo veicolo potrete circolare liberamente su strada.
  2. Postura corretta: per guidare correttamente un monopattino elettrico è opportuno posizionarsi saldamente con un piede sulla pedana, inclinarsi con il busto leggermente in avanti e impugnare saldamente con le mani il manubrio del monopattino senza essere troppo rigidi e senza scaricare tutto il peso sulle braccia.
  3. Frenata: è opportuno esser sempre pronti per un’eventuale frenata. Per rallentare il veicolo è innanzitutto importante lasciare la manopola di accelerazione, dopodiché bisogna delicatamente premere con il piede il freno posizionato sulla ruota posteriore.
  4. Consigli di guida:

Elenco

  • Date sempre precedenza alle auto: prestate sempre attenzione alle auto dietro di voi e ove necessario accostate il veicolo al bordo della strada.
  • Discesa: in questo caso è opportuno tenere sempre il freno leggermente premuto visto che se si va troppo veloce c’è il rischio di perdere il controllo.
  • Rischio ostacolo: se vi rendete conto che state rischiando di sbattere contro qualcosa è opportuno saltare giù dal monopattino.

Eco Motori: mobilità elettrica a due ruote a Foligno

3Feb

Siete intenzionati ad acquistare una biciletta elettrica ma non riuscite ad orientarvi sulla scelta? Siete esattamente nel posto giusto.

In questa pratica guida vi forniremo tutte le informazioni necessarie e le dritte indispensabili su come scegliere la bici elettrica adatta alle vostre esigenze.

COS’E’ UNA BICI ELETTRICA

La bici elettrica detta anche e-bike o bicicletta a pedalata assistita è una classica biciletta sulla quale vengono installati un motore elettrico, una batteria per alimentarlo (che può essere agli ioni litio, piombo-gel o nichel metal idrato) e un computer di gestione per gestire il funzionamento del motore.

Il motore elettrico si attiva automaticamente dopo le prime pedalate e con un minimo sforzo acquista velocità: esso va ad erogare più o meno potenza a seconda di quanta forza si imprime sui pedalicon le gambe.

Incrementando la rotazione dei pedali, i segnali inviati dal sensore di bordo diventano più frequenti e la centralina computerizzata di conseguenza consente al motore di raggiungere man mano la massima velocità (tenendo bene a mente che la massima velocità consentita secondo la legge è 25 km/h).

Di seguito quattro utili suggerimenti da seguire attentamente prima di procedere con l’acquisto di una e-bike.

TIPOLOGIE DI E-BIKE

Il primo fattore da considerare è l’utilizzo che intendete farne: per capire qual è l’e-bike adatta a voi, pensate a cosa vi servirà. Intendete usarla per andare al lavoro o per girare comodamente in città? Desiderate usarla nel weekend per fare delle escursioni fuori città?

In commercio esistono diverse tipologie di bici elettriche: analizziamole insieme.

  • CITY BIKE ELETTRICHE: le biciclette elettriche da città sono probabilmente le più diffuse al mondo. Sono state progettate per gli spostamenti quotidiani e grazie alla loro posizione di guida comoda sono perfette per muoversi in città senza fatica e senza stress. Che si tratti del breve tragitto per far visita agli amici o per recarsi a fare la spesa, oppure del tratto casa-lavoro/casa-università, queste bike a pedalata assistita sono state ideate per l’utilizzo su strade asfaltate e a velocità nella media, per garantire una guida in pieno comfort.
  • MOUNTAIN BIKE ELETTRICHE: progettate per un uso sportivo. Sono la scelta ideale per gli amanti delle avventure e per coloro che desiderano utilizzarla in sentieri impervi e irregolari, frequenti nelle località di montagna e nei boschi. Grazie alla spinta extra del motore elettrico e agli efficienti ammortizzatori, queste MBT elettriche riescono a padroneggiare strade sterrate e terreni difficili in modo impeccabile.
  • BICICLETTE ELETTRICHE DA TREKKING: perfette per i cicloturisti che amano percorrere lunghe distanze, spesso trasportando anche zaini e borse o per chi ama fare escursioni nel weekend. In questo caso è fondamentale la scelta della sella essendo il componente su cui si sta seduti per diverse ore. Rispetto alle altre e-bike presenta accessori quali portapacchi, parafanghi, portaborracce e manubrio a farfalla per fissarci strumenti quali gps e contachilometri.

CHE TIPO DI CICLISTA SIETE?

Un altro aspetto fondamentale da considerare è la scelta del sensore di rilevamento della pedalata.

Siete poco allenati e non intendete faticare troppo?

Allora l’e-bike perfetta per voi è quella dotata di un semplice sensore di rotazione dei pedali: in questo modo potrete affidarvi alla cosiddetta “pedalata simbolica”.

Come funzionano questi sensori di rotazione?

Il sensore di rotazione dei pedali in genere è costituito da un disco sul quale sono montati diversi magneti, che viene posizionato in corrispondenza del telaio centrale a cui sono fissati i pedali.

Tale sensore rileva l’avvicendarsi dei magneti nel movimento di rotazione (cioè quando si pedala) o la sua assenza (quando i pedali sono fermi): più i magneti sono numerosi e stretti fra loro, più reattiva sarà la bici.

Nella prima fase della corsa si pedala senza alcuna assistenza del motore, e bisogna quindi prendersi carico interamente della fatica della partenza ma una volta attivato il motore è possibile affidarsi alla cosiddetta “pedalata simbolica” (far girare i pedali senza alcuna reale fatica).

Ovviamente si tratta del metodo di funzionamento più dispendioso in termini energetici, per cui l’autonomia della batteria è notevolmente ridotta.

Se siete perfettamente allenati potete pensare di optare per una bici elettrica dotata di sensore di sforzo, che vi garantirà una pedalata più naturale.

I sensori di sforzo come suggerisce il nome, rilevano realmente lo sforzo compiuto dai pedali: il motore si attiva immediatamente in partenza, non appena viene rilevata la pressione del piede sul pedale e reagisce in base a voi.

Se pedalate poco intensamente, il motore vi assisterà poco mentre se pedalate più intensamente il motore vi fornirà una maggiore potenza. Questo fa sì che la vostra pedalata sia più naturale sottoponendovi ad un reale esercizio fisico per quanto leggero.

Tali sensori offrono sempre autonomie più elevate rispetto a quelle che possono essere raggiunte da quelle dotate del solo sensore di pedalata.

SCELTA DEL MOTORE E DELLA BATTERIA

Come avrete potuto immaginare il motore influisce notevolmente sulle prestazioni di una biciletta elettrica.

Esistono due tipologie di motore per queste bicilette:

  • Brushed (con spazzole): robusti ed affidabili. Garantiscono un’ottima durata sebbene la resa elettrica sia inferiore a causa degli attriti interni.
  • Brushless (senza spazzole): la dispersione energetica è nettamente inferiore per cui la resa è più alta, grazie all’assenza di spazzole (vengono eliminate tutte le possibilità di attrito).

Ma non è finita qui. Bisogna prendere in considerazione anche la posizione del motore. Esso può trovarsi sul mozzo (il centro della ruota dove convergono i raggi) della ruota anteriore, sul mozzo della ruota posteriore, oppure in posizione centrale dove si innestano i pedali.

La soluzione più pratica ed efficiente? Senza dubbio quella centrale. Il motore così posizionato non interferisce con il montaggio o lo smontaggio delle ruote ed è abbinabile sia a sensori di sforzo, sia a sensori di pedalata.

Per quanto riguarda le batterie invece, esse possono essere al nichel-idruro di metallo (Ni-MH), al piombo gel o al litio. Le più diffuse nonché le più leggere e durature sono quelle al litio: sono quelle che garantiscono il miglior rapporto peso/capacità e la miglior autonomia.

FRENI

Le tipologie di freno più utilizzate per le biciclette elettriche sono:

  • Freni a tamburo: sono sicuramente molto economici ma trovandosi all’interno dei mozzi, spesso manifestano problemi di surriscaldamento, che alla lunga possono ridurne l’efficienza del sistema frenante.
  • Freni v-brake: sono montati sulla forcella e al momento della frenata agiscono direttamente sul cerchio della ruota andando a comprimerlo fino ad arrestarne completamente il movimento. L’unica pecca è che in caso di fango, acqua o materiali che vanno a sporcare la ruota, rallentano i tempi di arresto.
  • Freni a disco: sono senza dubbio i migliori. Essi agiscono direttamente sul mozzo delle ruote (nessun problema con acqua o fango) ed hanno una maggior potenza di frenata.

Eco Motori: mobilità elettrica a due ruote a Foligno

25Gen

State pensando di acquistare una bici elettrica ma volete prima conoscerle meglio? Siete curiosi di capire quali sono i loro vantaggi e come funzionano? Perfetto. In questo articolo andremo a vedere insieme come funzionano le bici elettriche e come usarle al meglio per preservarle a lungo.

Sfatiamo un mito. Molti di voi credono che pedalare una biciletta elettrica non comporti il minimo sforzo: niente di più sbagliato. Scegliere una e-bike vuol dire puntare su un modello in cui il motore elettrico interviene per supportare la vostra pedalata ma non per sostituirla: riduce lo sforzo ma non lo elimina.

Un veicolo ibrido quindi che unisce la vostra forza muscolare a quella elettrica del motore: semplice no?

COME E’ FATTA E A UNA BICI ELETTRICA

Prima di approfondire il discorso sul loro funzionamento è opportuno capire come è fatta una biciletta a pedalata assistita.

Si tratta di una classica bici (una bici da città, una sportiva mountain bike o una bici da corsa) a cui sono state apportate alcune modifiche strutturali per poter inserire una batteria agli ioni litio, piombo-gel o nichel metal idrato in grado di alimentare il motore elettrico: quest’ultimo può trovarsi sul mozzo (il centro della ruota dove convergono i raggi) della ruota anteriore, sul mozzo della ruota posteriore, oppure in posizione centrale, ovvero sul perno dove si innestano i pedali.

Sul manubrio è presente un computer di bordo per gestire i comandi del motore. Nei modelli più economici la loro funzione è quella di indicare lo stato di carica della batteria e di selezionare il livello di assistenza desiderato (da un minimo di 3 fino a più di 5 livelli di assistenza nei modelli più avanzati).

Le bici elettriche più costose invece hanno un computerino con diverse funzioni, come il contachilometri, la possibilità di impostare la potenza erogata dal motore, gps integrato e la possibilità di connettersi allo smartphone tramite Bluetooth.

COME FUNZIONANO LE E-BIKE

Ma qual è il loro principio di funzionamento?

Dopo aver impostato il rapporto e la potenza di erogazione del motore, che si può regolare semplicemente tramite la centralina computerizzata presente sul manubrio, il motore elettrico erogherà più o meno potenza a seconda di quanta forza si imprime sui pedali con le gambe.

Il motore elettrico quindi si attiva automaticamente dopo le prime pedalate e con un minimo sforzo acquista velocità: è proprio il computerino sul manubrio a bilanciare progressivamente l’inserimento della propulsione elettrica.

Aumentando la rotazione dei pedali, i segnali inviati dal sensore si fanno più frequenti, e la centralina di conseguenza consente al motore di raggiungere via via la massima velocità.

Tenete a mente però che secondo la normativa che regola questo genere di veicoli, la velocità massima è limitata a 25 km/h: oltre tale velocità il motore elettrico non interviene più e sono solo le vostre gambe a spingere la bicicletta.

Il motore della bicicletta elettrica può essere del tipo brush, con spazzole, oppure brushless, cioè senza spazzole. Ma qual è la differenza?

I motori con spazzole sono piuttosto robusti e sono stati nel corso degli anni ampiamente collaudati: garantiscono un’ottima durata. L’unico contro è che hanno una resa elettrica più bassa, a causa dei maggiori attriti interni.

Nei motori brushless invece grazie all’assenza di spazzole è possibile eliminare virtualmente tutte le possibili fonti di attrito, motivo per cui la dispersione energetica termica è decisamente inferiore e la resa è più alta.

Per quanto riguarda le batterie invece, potete trovare: piombo-gel, nichel metal idrato, e ioni di litio.

Quest’ultime sono sicuramente le migliori, in quanto sono quelle che garantiscono il miglior rapporto peso/capacità, e a parità di autonomia, le batterie al litio richiedono un tempo inferiore di ricarica.

ASSISTENZA ALLA PEDALATA

Una bicicletta elettrica presenta due tipologia di sensori di rilevazione della pedalata:

  • Sensore di rotazione o di pedalata: grazie a questi sensori l’attivazione del motore avviene contestualmente alla pedalata. Ciò significa che il sensore invia il segnale di accensione del motore soltanto nel momento in cui rileva il movimento dei pedali: capirete dunque che la prima pedalata dopo uno stop è completamente a carico del ciclista.
  • Sensore di sforzo: questo tipo di sensore rileva invece la pressione esercitata dal ciclista sui pedali. Il tipo di assistenza fornita aumenta e diminuisce in base allo sforzo che stiamo compiendo. Questo fa si che la pedalata sia più naturale e che il ciclista sia sottoposto ad un vero e proprio sforzo fisico per quanto leggero esso sia.

COME SI GUIDA UNA BICILETTA ELETTRICA

A questo punto intendiamo svelarvi alcuni piccoli trucchetti per capire come si guida una bicicletta elettrica in salita e in discesa.

  • SALITA: le bici elettriche sono perfette per affrontare le salite riducendo lo sforzo. Bisogna impostare il cambio su un rapporto agile, dotato di un ridotto sviluppo metrico ma che consente di pedalare senza indurire le gambe sui pedali. E’ importante pedalare in modo regolare, senza colpi eccessivi sui pedali come si tenderebbe a fare su una classica bici in salita, ovviamente stando sotto i 25 km/h e lasciando che il motorino assista la pedalata in modo continuativo. 
  • DISCESA: in discesa sostanzialmente la pedalata assistita non serve per cui conviene abbassare il livello di assistenza al minimo, in modalità Eco, impostare un rapporto con un buon sviluppo metrico, e concentrarsi soltanto sulla guida in discesa della propria bicicletta.

Da un punto di vista legislativo, la bicicletta elettrica a pedalata assistita gode degli stessi vantaggi di un velocipede, ossia la possibilità di percorrere piste ciclabili e zone a traffico limitato, l’esenzione dall’obbligo assicurativo, l’assenza di targa, patente e persino la possibilità di non indossare obbligatoriamente il casco.

Bisogna semplicemente rispettare l’articolo 50 del codice della strada che stabilisce che il motore elettrico non deve superare i 250 Watt di potenza continua erogata, che l’assistenza elettrica deve sempre essere subordinata alla pedalata e che è necessario disattivarla superati i 25 km/h di velocità .

Eco Motori: mobilità elettrica a due ruote a Foligno

19Gen

Se state leggendo questo articolo molto probabilmente siete interessati a scoprire qualcosa in più sul mondo della celebri “fat bike”. Avete sentito parlare di queste particolari bicilette ma avete ancora qualche dubbio al riguardo? Vi trovate esattamente nel posto giusto.

Cosa sono le fat bike? A cosa servono? Perché dovreste acquistarne una? Scopriamolo insieme.

STORIA DELLE FAT BIKE

Sebbene molto probabilmente ci siano stati alcuni prototipi già in passato, ufficialmente la prima fat bike fa la sua comparsa grazie al ciclista e avventuriero Jean Naud che la testò nel deserto del Sahara algerino.

Nel 1989 Simon Rakower, ispirato dal road book di Jean Naud, pensò di unire tra loro due classici cerchi da 26″ per poi limarne il bordo interno e successivamente montò tali ruote su una classica mountain bike per replicare l’esperimento anche su ghiaccio e neve in Alaska.

Si trattava però di realizzazioni artigianali: il primo vero e proprio progetto industriale fu realizzato da un’azienda del Minnesota, la Surley, nel 2005: in quest’anno venne progettata la famosa “Fat Bike Pugsley”, una fat bike dal telaio in acciaio dotata di ruote più ampie e delle celebri coperture Endomorph che fecero la storia del mondo fat.

COS’E’ UNA FAT BIKE?

Le fat bike rappresentano l’evoluzione delle classiche mountain bike, nate per superare i limiti della classiche bici e affrontare terreni particolarmente angusti e percorsi accidentati. Il termine “fat” fa riferimento al fatto che queste bicilette sono caratterizzate da ruote con pneumatici e cerchi molto larghi in grado di garantire un maggior contatto con il terreno e una maggior libertà di movimento.

Nonostante l’aspetto “più grosso”, il peso di una fat bike non è diverso da quello di una classica MTB: le ruote sebbene siano maggiorate, sono piene d’aria e il telaio si può trovare in acciaio, ma anche in fibra di carbonio o alluminio.

La maggiore ampiezza dei pneumatici, l’ottima aderenza al terreno di percorrenza e la bassa pressione (che può variare da uno 0,5 a 1,0 bar), fanno sì che la fat bike possa muoversi liberamente e facilmente anche su superfici morbide come neve, fango, ghiaia o sabbia, rendendola la scelta più amata dagli sportivi e dagli amanti dei sport estremi.

Avete mai provato a pedalare sulla neve o sulla sabbia con una classica bike?

Se la risposta alla mia domanda è si, saprete sicuramente che si tratta di un’impresa piuttosto impossibile: le ruote tendono ad affondare nella neve perdendo l’aderenza con il terreno mentre nella sabbia sprofondano, impedendoci di avanzare.

La fat bike è la soluzione a questi problemi: per poter pedalare in queste condizioni è stato necessario ridurre la pressione degli pneumatici, aumentando di conseguenza la superficie di appoggio a terra e distribuendo uniformemente il peso.

La bassa pressione fa sì che la bike riesca quasi a “galleggiare” su superfici sconnesse sulle quali le tradizionali MTB non riescono a pedalare.

CARATTERISTICHE FAT BIKE

Dal punto di vista estetico le fat bike appaiono praticamente identiche alle mtb ma in realtà essendo state progettate con ruote nettamente più grandi, è stato necessario mettere a punto alcuni accorgimenti ingegneristici.

Dovete sapere che una gomma da 4″ o 4,5″ non può essere montata su cerchi tradizionali da mountain bike, ma richiede dei cerchi particolarmente larghi con un canale che va dai 44 ai 100mm.

La parte centrale del cerchio è quasi sempre forata ed è applicato un particolare flap elastico: ma a cosa servono i fori?

Nel momento in cui la gomma incontra un ostacolo, grazie al materiale particolarmente elastico del flap, quest’ultimo si piega per la sovrappressione, spanciando attraverso i fori ed amplificando la deformazione e lo schiacciamento della gomma.

In questo modo si ottiene un effetto simile a quello dell’utilizzo di una gomma ancor più voluminosa.

Per poter alloggiare le voluminose gomme, il telaio deve avere un passaggio ruota particolarmente generoso per cui anche i foderi devono essere più larghi del normale e di conseguenza anche la battuta standard del mozzo non va più bene: i mozzi delle fat bike sono dunque più larghi dei normali.

La forcella di una fat bike è nella maggior parte dei casi rigida: si tratta di un’idea geniale per tenere basso il peso senza indebolire il telaio. Ma la vera differenza risiede nella sua larghezza: per poter ospitare le ruote maggiorate gli steli devono essere molto più distanti tra loro e lasciare lo spazio necessario alle gomme.

Per quanto riguarda il resto dei componenti, le differenze tra una fat bike ed una bici tradizionale sono nulle. Stem, manubrio, sella, reggisella, freni e trasmissione sono le stesse di una mtb qualsiasi e tranquillamente intercambiabili.

TRE MOTIVI PER CUI COMPRARE UNA FAT BIKE

Ma per quale motivo dovreste acquistare una fat bike? Eccovi tre valide motivazioni:

  • Massimo comfort e sicurezza: sebbene spesso si faccia riferimento alle fatbike per gli sport invernali, si tratta di una bici perfetta anche in città. Grazie alle sue ruote grosse e robuste, che consentono di pedalare senza preoccuparsi troppo di buche, dislivelli e asfalto bagnato, la guida risulterà più sicura e confortevole. Le caratteristiche della fat bike la rendono facile da guidare e particolarmente stabile su qualsiasi strada: questo fa sì che anche il ciclista più inesperto possa sentirsi a proprio agio guidandola. 
  • Perfetta per gli sport estremi: ovviamente le fat bike sono la scelta ideali per i ciclisti alla ricerca di avventure estreme, che amano fare viaggi ed escursioni in natura e in montagna.
  • Divertente: può sembrare una motivazione banale ma è la verità. Guidare una fat bike è divertente: potete decidere di percorrere in sella itinerari per voi prima impensabili: boschi, fiumi, litorali sabbiosi, distese innevate e chi più ne ha più ne metta.

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